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VERCELLI ABBRACCIA DON CRISTIANO - L'ultimo saluto a Mamma Grazia nella sua casa, i Cappuccini - Toccante testimonianza su una vita di amore fino alla fine - "Barava" per portare i chupa chups ai bambini dell'Oratorio

Devo – dice Don Cristiano, come il video che volentieri offriamo ai Lettori documenta – ringraziare mia mamma perché mi ha dato la vita due volte. Una prima quando sono nato, poi quando mi sono ammalato di Covid. Sì, perché quel che ancora tanti, fino a stamane, ignoravano, è che, al momento della diagnosi della malattia, i Medici avevano imposto a Don Cristiano l’isolamento.

Sei stata la Mamma che ci ha accolto a braccia aperte ed ha preso tutti noi per mano nel nostro Oratorio, il nostro punto di riferimento; ora che sei lassù, continua a vegliare su di noi. Ti terremo sempre nel nostro cuore.

I tuoi AnimaToCappu.

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E’ difficile capire il ruolo, la missione, la vita di Maria Grazia Vicario, madre di Mons. Cristiano Bodo, se non si conosce questo pensiero dedicato a lei dagli animatori dell’Oratorio dei Cappuccini.

Poche righe dicono tutto.

A testimoniare il tratto più autentico di una personalità provvidenzialmente complementare (impossibile non ricordare, se è permesso un accostamento, un’altra mamma, Margherita) a quella di un figlio che ella stessa accompagna nella sequela di Cristo, assecondando una vocazione che germoglia e poi cresce fino a consegnarsi al compito preparato per lui, questa mattina, 14 maggio, pensa lo stesso Don Cristiano.

Una chiesa – compatibilmente con le norme antiCovid – dove sono confluite le persone che vogliono dare a lei un ultimo saluto e vorrebbero abbracciare quel figlio che deve, trattenendo a stento le lacrime, ricordare una verità, dolcissima, pur nella dimensione del mistero grande dell’amore supremo.

Devo – dice Don Cristiano, come il video che volentieri offriamo ai Lettori documenta – ringraziare mia mamma perché mi ha dato la vita due volte.

Una prima quando sono nato, poi quando mi sono ammalato di Covid.

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Sì, perché quel che ancora tanti, fino a stamane, ignoravano, è che, al momento della diagnosi della malattia, i Medici avevano imposto a Don Cristiano l’isolamento.

Ma lei non volle lasciarlo solo:

”La mia vita l’ho fatta”.

Consacrò così, a soli 75 anni, la sua vita a quella vita consacrata, per aiutarla, in ogni momento, a meglio servire il Signore.

Fluiscono, le lacrime – e non solo quelle di Don Cristiano – trattenute a stento, i ricordi.

Anche di quell’esperienza nuova, a Saluzzo.

Perché lei in quell’Oratorio, che è sempre stato un vanto della Diocesi di San Chiaffredo, avrebbe voluto fare come ai Cappuccini.

Senonchè a Saluzzo non era la madre del Parroco, ma del Vescovo e, perciò, forse, c’era qualche distinguo da rispettare, l'osmosi tra i due livelli, anche se quella comunità ecclesiale è molto fraterna e coesa, forse non così immediata.

Ma lei – come dice Mons. Bodo – talvolta “barava” e trovava il modo di portare i chupa chups a quei bambini che, certamente, non vedevano come invalicabile quel confine tra Parrocchia, Curia, né avranno di sicuro posto attenzione a tutte queste cose formali.

Una madre che ha avuto tanti figli e “nipotini” spirituali, dunque, che ora incontrerà di nuovo suo marito Adriano e che ora veglierà su questa comunità insieme, come Don Cristiano ricorda, ad Andrea, che se n’è andato troppo presto, a 40 anni.

Ma anche quando la fede si fa interrogativa, sempre dobbiamo pensare che i percorsi pensati per noi da Dio sono misericordiosi, anche quando misteriosi.

E’ questa la nostra fede, è a questo Mistero che ama, che ci dobbiamo consegnare.

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Oggi la S. Messa in suffragio della Signora Maria Grazia è stata presieduta da Mons. Giuseppe Dalmasso, Vicario Generale della Diocesi di Saluzzo.

Hanno preso parte alla Celebrazione anche molti cittadini saluzzesi, insieme alla rappresentanza dei Comuni di Stroppiana (dove Don Cristiano è nato), Motta dei Conti e Candia Lomellina (le sue due prime cure parrocchiali) e, naturalmente, Vercelli.

Folta anche la presenza del Clero diocesano eusebiano e della Diocesi dell’antico Marchesato.