Un atto
che si sarebbe potuto risparmiare.
Non
vogliamo, non tocca a noi, definirlo eventualmente come un gesto di disperato sciacallaggio politico.
Ma certo
un comportamento senza pudore e prima
ancora senza senso della misura.
Soprattutto senza senso della misura e delle proporzioni.
A spese
di pensionati obesi, Signore vestite in modo informale, con le chiappe rivestite da
pinocchietti di flanella, cellulite abbondante.
Persone
riconoscibilissime da amici, familiari, conoscenti: guarda
la Maria com’era in forma quel giorno...
Massaie
che arrivano in bicicletta vicino al cassonetto e vi
depongono una cassetta vuota di pomodori.
Tra l’altro,
una cassetta di plastica “sul” cassonetto della plastica, ma non
si deve comunque.
E vai
con l’immagine.
Fotografie e filmati.
Hanno
dato ai giornali le loro immagini, solo con il volto oscurato.
Poi vai
con tette, cosce, pance, braccia, gambe storte o
diritte appena ricoperte dalle brache corte che tutti indossiamo d’Estate.
E’
agosto. Agosto 2017.
Quando l’intelligence
comunale è mobilitata per acciuffare gli “incivili”, cioè le persone che mettono un
po’ di cartoni (e non si deve) a ridosso dei cassonetti.
O che, quando hanno finito di riporre (questa volta
correttamente) i rifiuti negli spazi giusti, lasciano a terra un sacchetto nel
quale li avevano condotti fino al punto di raccolta, al cassonetto.
***
Se non avesse chiuso, forse il mai abbastanza ricordato
settimanale “Cuore” avrebbe inserito episodi come questo nella rubrica “Il mio culo per un voto”.
Solo che
il culo è quello di una povera donna ripresa di spalle mentre
staziona vicino al cassonetto.
***
Il colmo dei colmi è quando fanno vedere il filmato di una
ragazzina che fa i suoi bisogni di notte in una via del centro. Come se non ci
si arrivasse con la fantasia: però questo filmato (l’unico, peraltro, con la persona
effettivamente irriconoscibile) invece non lo danno.
Se lo tengono tutto per loro.
Gelosi di quella merda, gioiosi di averne individuato la
provenienza: macchè feci canine.
E' una umana!
Magari in piena notte è difficile trovare un bar aperto.
Ma non vogliamo essere giustificazionisti: non è nostro compito,
non ce n’è bisogno; soprattutto, non è questo il punto.
Il punto è la spettacolarizzazione di ciò che è normale. Effettuare i controlli è normale, comminare le sanzioni è normale.
E' un dovere da compiere senza il
malcelato anzi, ostentato obbiettivo di dimostrare che la verga comunale si
abbatte sull’incivile esponendolo alla gogna.
***
Ma andiamo con ordine.
Questa mattina, terzo ribattino del film: guerra all’incivile.
Ogni tanto dispensano qualche notiziola qua e là per fare vedere
di essere vivi e preoccupati dei ratti che stanno prolificando nell’organico
versato per strada.
E’ tutta l’Estate che la gente fa lo
slalom tra i bidoni carichi di ogni cosa.
E questa
mattina, il Sindaco, partecipando alla conferenza stampa sulla imminante "Festa dei Popoli" (prima di quella comunale)
in Seminario, arrivando avrà potuto vedere questo:

E se si
fosse recata in banca, questo:

poco
oltre, turandosi ben bene il naso, quest’altro ancora:

Ma qui le telecamere non le mettono ed il motivo lo sanno bene
loro.
***
Ma il problema estivo è stato soprattutto questo: andiamo a
prendere questi 15 (diconsi quindici) concittadini che depositano in modo
irregolare i rifiuti.
E, sia chiaro, non fanno bene.
Anzi, fanno male ed è giusto se sono sanzionati.
Sono 100
euro per ogni contestazione.
Una
somma ragionevole, una multa giusta.
Sono pur sempre 1.500 euro che entrano nelle casse comunali.
A fronte di un impegno di uomini e mezzi che sarà costato venti
volte tanto, ma in questi casi il successo di un’operazione non si misura dal
colore ( rosso o nero ) della cifra a fondo pagina, nel conto economico conciliando costi e
ricavi.
Il successo è dato dal potere deterrente che le azioni
repressive sono suscettibili di avere, e fin qui è tutto giusto.
Ma la gogna no.
Perché la gogna non è compresa nel prezzo.
Non è giusto.
Nemmeno le Forze dell’Ordine, quando devono documentare
importanti azioni di polizia condotte per debellare bande criminali, usano le
immagini di conclamati delinquenti con tanta dovizia di particolari.
E sì che si tratta di operazioni di polizia importanti, con le
Forze dell’Ordine alle prese con bande criminali.
Qui stiamo parlando di qualche Signora sovrappeso con il
vestitino stampato abbottonato sì e no, perché a buttare il pattume ci si va
così come si è in quel momento.
Ma c’è
la telecamera che ti riprende.
Perché hanno ragione di riprenderti, altrimenti non
riuscirebbero a risalire a coloro i quali fanno queste cose, che certo non
vanno.
Ma poi vanno
oltre, chiamano i giornalisti e danno loro foto e filmati,
solo coprendo il capo delle persone immortalate.
E per
quell’infrazione da 100 euro di multa ti prendi il
sovrapprezzo del “lancio” sugli organi di informazione della tua figura –
magari un tempo snella, ora, si sa, con il passare degli anni… - en plein aire,
solo con il volto coperto.
***
No.
Non si
deve accettare.
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Vogliamo anche dire che – sicuramente – qualche azione
dimostrativa, per fare capire che i controlli ci sono, è anche necessaria.
Ma non bisogna contrabbandare i 15 verbali notificati con
qualcosa che sia altro – appunto – di un’azione amministrativa.
Che – ripetiamo – era giusta incominciare a fare. Perché non si
sia fatta prima lo sa solo il Santo Padre Eterno.
Ma l’importante è incominciare.
Ma cercare – se ci fosse questo retropensiero - la conferma alle
elezioni assecondando la voglia di ludibrio che evidentemente in qualcuno
alberga e non sa come sfogare, questo è veramente inaccettabile.
***
Anche perché non si è ancora
visto – è il secondo e più importante corno del problema – che sia
indetta una conferenza stampa per fare sapere se gli Uffici Comunali preposti a
controllare se e come Atena adempie correttamente al contratto di igiene
urbana.
Il
secondo (primo) problema è questo.
Il
Comune ha in corso un contratto, sottoscritto a nome dei
cittadini che pagano il corrispettivo mediante la Tari, con il Fornitore Atena.
E’ un
contratto che risale al 2003, poi aggiornato ed integrato. Sempre
valido.
Il
Comune (con la Tari dei cittadini) Committente paga il Fornitore Atena 8 milioni di euro l’anno per la regolare
esecuzione di questo contratto.
Ogni azienda che fatturasse come il Comune ed avesse un
Fornitore che da solo assorbe 8 milioni di euro l’anno dedicherebbe al
monitoraggio ed al controllo di gestione almno un Ufficio.
Ne vale la pena.
Intanto il Fornitore sa che è controllato: quanti passaggi settimanali per spazzare le strade? Con quale calendario? In che
zone? Quando pulisco e disinfetto i
cassonetti? Quando pulisco le caditoie?
Il
Sindaco ha assicurato che questi controlli, su un contratto che costa 8 milioni di
euro l’anno, si fanno.
Non si
tarderà a sapere come e con che esiti.