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LA GRANDE MISTIFICAZIONE: INVECE DI CONTROLLARE CHE ATENA ADEMPIA CORRETTAMENTE AD UN CONTRATTO DA OTTO MILIONI DI EURO SBEFFEGGIANO IL CITTADINO - Il Comune mai così debole e docile con Iren - Ma le penali si possono irrogare

Nel 2015 la Dirigente Liliana Patriarca multò atena per 55 mila euro contestando inadempienze nel servizio


Un disagio che si percepisce “a pelle”.

 

Un imbarazzo palpabile.

 

Una contraddizione agghiacciante.

 

Vedere – davanti agli Organi di Informazione – controllato e controllore a braccetto per dare addosso a chi paga entrambi (il cittadino, anche quello che sbaglia) è stata una cosa che si sarebbe preferito non vedere.

 

La conferenza stampa della scorsa settimana


(ne abbiamo già parlato:

 

https://archivio.vercellioggi.it/dett-news?id_portale=2&id=75119  )

 

il 14 settembre scorso, quando abbiamo dovuto assistere alla pena dei filmati che riprendevano qualche pensionato obeso in canottiera e brache corte (era repertorio d’agosto) depositare i rifiuti in modo irregolare.

 

I 15 (diconsi: quindici) contravventori si sono presi la loro meritata sanzione di 100 euro cadauno, ma con una pena accessoria che il cinismo comunale ha irrogato senza pensarci due volte e – anzi – con una malcelata goduria: la gogna.

 

Con il solo volto oscurato le loro immagini sono state date ai giornali perché le rilanciassero.

 

***

 

E’ chiaro che ora ci si attende, da siffatti forzuti che facciano veramente vedere chi siano e vadano a mettere una telecamera, qui in Via Aldo Maria Scalise, sempre a Vercelli.

 

 

 

 

Si proprio in Via Scalise.

 

E uno dice: ma perché proprio lì? Perché non dovrebbero?

 

Eh, ma certo che dovrebbero.

 

E del resto se sono così arbicioluti,  che fanno vedere le foto dei pensionati, sai quanti bei filmini in repertorio potrebbero mettere in Via Scalise?

 

 

Poi il giorno dopo andare a fare i duri con le persone che sono rimaste “cuccate”:

 

e allora?! Caro Signore?! Non sa che non si fa così?

 

Con nostro sommo rincrescimento ed augurandoci di non doverci ripetere, siamo costretti a comminarLe una sanzione di 100 euro.

 

E poi una bella conferenza stampa per dire: vedete come siamo duri?


Duri e - Dio non voglia - magari ammaccati.

 

Ne vedremmo delle belle, nel caso, remoto, che lo facessero.

 

***

 

Ma – a quanto pare – Via Scalise non è l’unica zona franca della città.

 

Dal 2015 a questa parte, si è rinunciato a controllare un altro quadrante urbano.

 

Corso Palestro.

 

Perché nessuno in Comune sta controllando se Atena Iren adempia effettivamente al contratto per la nettezza urbana, sottoscritto nel 2003 e poi in vari momenti aggiornato.

 

Eppure le penali per le inadempienze contrattuali ci sono e sono previste nel disciplinare sottoscritto tra le Parti nel 2011:

 

 a fondo pagina espanso -

 

Ma andiamo con ordine.

 

***

 

Sono ormai molti ad avere chiaro il quadro della situazione, ma conviene essere ancora più chiari e chiamare la mistificazione per quello che è o tenta di essere.

 

Se la città è sporca – dice la nomenclatura della videocamera di sorveglianza – è colpa degli incivili.

 

Questa è solo l’ultima delle trovate per favorire Iren (ormai il vero padrone di Atena)

 

Non è così.

 

Certo, i comportamenti incivili ci sono e non da oggi.

 

C’erano anche nel 2014 quando – come vedremo – il Comune, non soddisfatto della prestazione di Atena, contestò le inadempienze contrattuali comminò le sanzioni ed irrogò le penali: 55 mila euro.

 

 

 

Forse anche comportamenti incivili ( perché, semmai, incivili sono i comportamenti, non i nostri concittadini: andiamoci piano prima di dare dell’incivile agli altri…) ci sono e certo sono da individuare meglio e sanzionare come si conviene.

 

Ma la città è sporca – sono dichiarazioni pubbliche ed ufficiali – perché da marzo in poi Atena avrebbe avuto “problemi”.

 

Si è detto così in Consiglio Comunale.

 

Ma questi “problemi”, se vanno esaminati per capirli, non rilevano né tanto né poco ai fini dell’applicazione del contratto.

 

Pare – sempre dichiarazioni ufficiali e pubbliche – qualche responsabile di Atena abbia concesso le ferie a troppe persone insieme e così il servizio ne abbia risentito.

 

Se Atena ha avuto problemi che hanno causato inadempienze contrattuali con il risultato che la città è rimasta sporca, ci sono le penali. Come è stato fatto a febbraio 2015 a proposito di inadempienze riscontrate nel precedente 2014.

 

Non è che si debba inventare niente.

 

La Dirigente Liliana Patriarca lo ha fatto nel 2015.

 

Se vuole lo può fare anche nel 2017.

 

***

 

Perché il Comune non prende anche oggi i provvedimenti che è stato capace di adottare fino a febbraio 2015?

 

Perché un atteggiamento debole – per non dire docile – con Iren?

 

Se oggi comminasse una sanzione del controvalore pari all’1 per cento del contratto in corso si parlerebbe di qualcosa come 85 mila euro.

 

***

 

Soprattutto: il Comune si è attrezzato per esperire i controlli?

 

Perché se una azienda privata con il fatturato pari al bilancio comunale – circa 80 milioni di euro l’anno, tra parte corrente e investimenti – ha un Fornitore che da solo e per uno solo dei contratti in corso, assorbe oltre 8 milioni di euro l’anno, è chiaro che dedichi il lavoro di un Ufficio a seguire quel contratto, per tutelarsi.

 

Per tutelare il Contraente.

 

Che, non dimentichiamo, in questo caso è la Pubblica Amministrazione.

 

E’ la Pubblica Amministrazione che rappresenta il Cittadino il quale, pagando la Tari, è come se fosse lui a pagare Atena.


E quindi è come se il Cittadino / Cliente, non vedendo rispettato il contratto, fosse defraudato di un diritto.

 

Ci rendiamo conto di ribadire l’ovvio, ma non è così forse così fuori luogo farlo, se abbiamo a mente la imbarazzante immagine di controllato e controllore (per conto del Cittadino) a braccetto che non rilevano le mancanze di Atena per mettere invece alla gogna i pensionati obesi.

 

 

E’ qui che impariamo come nel 2014 il fatturato annuo del servizio fosse di 5,5 milioni di euro.

 

***

 

 

Vediamo ora la struttura del rapporto.

 

Il Comune di Vercelli ha stipulato un contratto per avere la città pulita con un Fornitore.

 

 

Questo Fornitore si chiama Atena.

 

Un contratto da 8 milioni di euro l’anno.

 

La scelta del Contraente della Pubblica Amministrazione è avvenuta senza gara d’appalto.

 

Otto milioni di euro l’anno senza gara.

 

Perché?

 

Perché Atena è nostra – dicevano allora (2003) in Comune.

 

Ragionamento già allora discutibile, ma non è questo il punto.

 

Poi, proprio dal 2003, Atena è un po’ meno nostra perché Iren ne acquista il 40 per cento delle azioni.

 

Però il Comune di Vercelli è sempre l’azionista di controllo.

 

Quindi si può dire che sia “nostra” e poi anche di Iren.

 

Ma dal famigerato dicembre 2015 Atena non è più “nostra” perché questa Amministrazione pensa bene di vendere il pacchetto di maggioranza delle azioni.

 

A chi?

 

 

 

Sempre ad Iren che così passa dal 40 al 60 per cento del capitale sociale e specularmente il Comune di Vercelli scende al 40 per cento.

 

Ma i contratti restano.

 

Anzi, vedremo tra breve che nel 2014 il contratto per l’igiene urbana valeva 5,5 milioni di euro l’anno e nel 2017 vale invece oltre 8 milioni.

 

I Consiglieri Comunali che hanno approvato – il 20 marzo 2017 – una cosa del genere se ne sono resi conto?

 

Speriamo.

 

Anche perche sarebbe potuta andare anche peggio, come abbiamo raccontato in un precedente articolo:

 

https://archivio.vercellioggi.it/dett-news?id_portale=2&id=75094 .

 

***

 

La Lega Nord è andata a verificare se in Comune ci sia un Ufficio preposto al monitoraggio del contratto.

 

Ed il risultato è sconcertante: l’Ufficio c’è, ma con il solo Enrico Razzano ad occuparsi di tutto un po’ all’Ecologia.

 

Mentre un contratto da 8 milioni di euro l’anno che prevede una serie di adempimenti avrebbe bisogno di persone dedicate esclusivamente a quello.

 

Qualcuno che dicesse, ad esempio: Atena, dammi il piano dei passaggi delle spazzatrici, dimmi ogni quanto tempo lavi i cassonetti (con fatture alla mano); dammi il piano dei ritiri dell’immondizia.

 

E poi eseguisse i controlli sistematici ed a campione.

 

Invece, è chiaro, se nessuno controlla, nessuno sanziona.

 

Ed è assai più facile prendersela con il pensionato obeso in canottiera e brache corte.

 

E magari Iren potrebbe anche pensare di cavarsela finanziando CinemadaMare o qualche fiera con ballo a palchetto.

 

Un deca di là, un cinque di su, una utility di giù: e chi sta meglio di Iren a Vercelli?

 

Sicuramente questa è l’Amministrazione che più di ogni altra ha fatto per la contentezza di Iren.

 

Sapranno loro perché.

 

***

 

Ma ecco il comunicato della Lega Nord.

 

 

 COMUNICATO:

 

Il Comune paga ogni anno 8 milioni di Euro del contribuente ad Atena per i Servizi Ambientali, tra i quali gestione rifiuti e spazzamento strade.

 

In questi ultimi due anni c’è stato un drastico peggioramento della percezione da parte dei Cittadini di avere indietro un servizio adeguato stante il rilevante costo della tassa rifiuti…solo percezione o mancanze reali?

 

Quanto da noi dichiarato dopo lo studio fatto dal Dipartimento Ambiente e quanto emerso a mezzo stampa dimostra che è probabilmente una percezione oggettiva… la situazione è chiaramente peggiorata e gli esponenti scelti dal Comune nel CDA di Atena non hanno alcun potere nella Società che oggi, a causa deòòa scellerata politica del PD, è a maggioranza di IREN.

 

Dopo aver visto la campagna stampa, con foto e video devoluti a profusione da parte dell’Amministrazione, che riguardano i cittadini incivili colti con le mani nel sacco attraverso telecamere dispiegate all’uopo, noi della Lega Nord abbiamo pensato che la stessa iniziativa (“antifurbetti”) andrebbe rivolta anche verso i responsabili di Atena affinchè si verifichi se il servizio di igiene ambientale sia rispettoso degli impegni contrattuali ed adeguato al suo costo

 

E quindi ci siamo chiesti, ma il Comune controlla e sanziona Atena se questa eroga un servizio inferiore qualitativamente o quantitativamente all’atteso?

 

Avendo letto su una testa on-line che la Professoressa Maura Forte ha da poco dichiarato in una conferenza stampa che esiste un ufficio preposto per controllare, misurare ed eventualmente sanzionare Atena per inadempienze, siamo andati a vedere di persona attraverso il nostro Capogruppo Alessandro Stecco.

L’ufficio esiste, ed è l’unica cosa che corrisponde al vero, ma la situazione attuale della sua operatività

è ben diversa.

 

Innanzitutto occorre evidenziare che Atena viene pagata trimestralmente dietro presentazione di una mini relazione che autocertifica le attività svolte ma purtroppo non c’è modo di verificarla puntualmente in quanto tale ufficio comunale non ha né il mandato né le risorse umane per svolgere tale compitoe pertanto non può contestare o verificare tale relazione.

 

Sempre da tale ufficio avviene la gestione delle segnalazioni tramite il programma per smartphone “l’APP decorourbano”, per i cittadini che la utilizzano, con inoltro del problema rilevato ad Atena per una risposta, oltre che la gestione della segnalazione da parte di utenti e condomini su mancate raccolte o prelievi.