Un disagio
che si percepisce “a pelle”.
Un
imbarazzo palpabile.
Una
contraddizione agghiacciante.
Vedere – davanti agli Organi di Informazione – controllato e controllore a braccetto per dare addosso a chi paga
entrambi (il cittadino, anche quello che sbaglia) è stata una cosa che si
sarebbe preferito non vedere.
La
conferenza stampa della scorsa settimana
(ne abbiamo già parlato:
https://archivio.vercellioggi.it/dett-news?id_portale=2&id=75119 )
il 14
settembre scorso, quando abbiamo dovuto assistere alla pena dei filmati che riprendevano qualche pensionato obeso in canottiera
e brache corte (era repertorio d’agosto) depositare i rifiuti in modo
irregolare.
I 15
(diconsi: quindici) contravventori si sono presi la loro meritata sanzione di 100 euro cadauno, ma con
una pena accessoria che il cinismo
comunale ha irrogato senza pensarci due volte e – anzi – con una malcelata
goduria: la gogna.
Con il solo volto oscurato le loro immagini sono state date ai
giornali perché le rilanciassero.
***
E’
chiaro che ora ci si attende, da siffatti forzuti che
facciano veramente vedere chi siano e vadano
a mettere una telecamera, qui in Via
Aldo Maria Scalise, sempre a Vercelli.

Si proprio
in Via Scalise.
E uno dice: ma perché proprio lì? Perché non dovrebbero?
Eh, ma
certo che dovrebbero.
E del resto se sono così arbicioluti, che fanno vedere le foto dei pensionati, sai quanti bei filmini in repertorio
potrebbero mettere in Via Scalise?

Poi il
giorno dopo andare a fare i duri con le persone che sono
rimaste “cuccate”:
e allora?! Caro Signore?! Non sa che non si fa così?
Con nostro
sommo rincrescimento ed augurandoci di non doverci ripetere, siamo costretti a
comminarLe una sanzione di 100 euro.
E poi una
bella conferenza stampa per dire: vedete come siamo duri?
Duri e - Dio non voglia - magari ammaccati.
Ne vedremmo delle belle, nel caso, remoto, che lo facessero.
***
Ma – a
quanto pare – Via Scalise non è l’unica zona franca della
città.
Dal 2015 a questa parte, si è rinunciato a controllare un altro
quadrante urbano.
Corso
Palestro.
Perché
nessuno in Comune sta controllando se Atena Iren adempia effettivamente
al contratto per la nettezza urbana, sottoscritto nel 2003 e poi in vari
momenti aggiornato.
Eppure
le penali per le inadempienze contrattuali ci sono e sono
previste nel disciplinare sottoscritto tra le Parti nel 2011:
a
fondo pagina espanso -
Ma andiamo
con ordine.
***
Sono ormai
molti ad avere chiaro il quadro della situazione, ma
conviene essere ancora più chiari e chiamare
la mistificazione per quello che è o tenta di essere.
Se la città
è sporca – dice la nomenclatura della videocamera di sorveglianza – è colpa degli incivili.
Questa è
solo l’ultima delle trovate per favorire Iren (ormai il vero padrone di
Atena)
Non è
così.
Certo, i comportamenti incivili ci sono e non da oggi.
C’erano anche nel 2014 quando – come vedremo – il Comune, non
soddisfatto della prestazione di Atena, contestò le inadempienze contrattuali
comminò le sanzioni ed irrogò le penali: 55 mila euro.

Forse anche
comportamenti incivili ( perché, semmai, incivili sono i
comportamenti, non i nostri concittadini: andiamoci piano prima di dare
dell’incivile agli altri…) ci sono e certo sono da individuare meglio e
sanzionare come si conviene.
Ma la città
è sporca – sono dichiarazioni pubbliche ed ufficiali – perché da marzo in
poi Atena avrebbe avuto “problemi”.
Si è
detto così in Consiglio Comunale.
Ma questi “problemi”, se vanno esaminati per capirli, non rilevano
né tanto né poco ai fini dell’applicazione del contratto.
Pare – sempre dichiarazioni ufficiali e pubbliche – qualche
responsabile di Atena abbia concesso le ferie a troppe persone insieme e così
il servizio ne abbia risentito.
Se Atena ha avuto problemi che hanno causato inadempienze
contrattuali con il risultato che la città è rimasta sporca, ci sono le penali.
Come è stato fatto a febbraio 2015 a proposito di inadempienze riscontrate nel
precedente 2014.
Non è che
si debba inventare niente.
La
Dirigente Liliana Patriarca lo ha fatto nel 2015.
Se vuole lo può fare anche nel 2017.
***
Perché il
Comune non prende anche oggi i provvedimenti che è stato capace di
adottare fino a febbraio 2015?
Perché
un atteggiamento debole – per non dire docile – con Iren?
Se oggi comminasse una sanzione del controvalore pari all’1 per
cento del contratto in corso si parlerebbe di qualcosa come 85 mila euro.
***
Soprattutto:
il Comune si è attrezzato per esperire i controlli?
Perché se
una azienda privata con il fatturato pari al bilancio comunale – circa
80 milioni di euro l’anno, tra parte corrente e investimenti – ha un Fornitore che da solo e per uno solo
dei contratti in corso, assorbe
oltre 8 milioni di euro l’anno, è chiaro che dedichi il lavoro di
un Ufficio a seguire quel contratto, per tutelarsi.
Per
tutelare il Contraente.
Che, non dimentichiamo, in
questo caso è la Pubblica Amministrazione.
E’ la
Pubblica Amministrazione che rappresenta il Cittadino il quale,
pagando la Tari, è come se fosse lui a pagare Atena.
E quindi è come se il Cittadino / Cliente,
non vedendo rispettato il contratto, fosse defraudato di un diritto.
Ci rendiamo conto di ribadire l’ovvio, ma non è così forse così
fuori luogo farlo, se abbiamo a mente la imbarazzante
immagine di controllato e controllore (per conto del Cittadino) a braccetto che non rilevano le mancanze di
Atena per mettere invece alla
gogna i pensionati obesi.

E’ qui che impariamo come nel 2014 il fatturato annuo del servizio
fosse di 5,5 milioni di euro.
***
Vediamo ora
la struttura del rapporto.
Il Comune di Vercelli ha stipulato un contratto per avere la città
pulita con un Fornitore.

Questo
Fornitore si chiama Atena.
Un contratto da 8 milioni di euro l’anno.
La scelta del Contraente della Pubblica Amministrazione è avvenuta
senza gara d’appalto.
Otto
milioni di euro l’anno senza gara.
Perché?
Perché
Atena è nostra – dicevano allora (2003) in Comune.
Ragionamento già allora discutibile, ma non è questo il punto.
Poi, proprio dal 2003, Atena è un po’ meno nostra perché Iren ne
acquista il 40 per cento delle azioni.
Però il Comune di Vercelli è sempre l’azionista di controllo.
Quindi si può dire che sia “nostra” e poi anche di Iren.
Ma dal
famigerato dicembre 2015 Atena non è più “nostra” perché
questa Amministrazione pensa bene di vendere il pacchetto di maggioranza delle
azioni.
A chi?

Sempre ad Iren che così passa dal 40 al 60 per cento del capitale
sociale e specularmente il Comune di Vercelli scende al 40 per cento.
Ma i
contratti restano.
Anzi, vedremo tra breve che nel 2014 il contratto per l’igiene
urbana valeva 5,5 milioni di euro l’anno e nel 2017 vale invece oltre 8
milioni.
I Consiglieri Comunali che hanno approvato – il 20 marzo 2017 – una
cosa del genere se ne sono resi conto?
Speriamo.
Anche
perche sarebbe potuta andare anche peggio, come abbiamo raccontato in
un precedente articolo:
https://archivio.vercellioggi.it/dett-news?id_portale=2&id=75094 .
***
La Lega
Nord è andata a verificare se in Comune ci sia un Ufficio preposto al
monitoraggio del contratto.
Ed il risultato è sconcertante: l’Ufficio c’è, ma con il solo Enrico Razzano ad occuparsi di tutto un po’
all’Ecologia.
Mentre un
contratto da 8 milioni di euro l’anno che prevede una serie di
adempimenti avrebbe
bisogno di persone dedicate esclusivamente a quello.
Qualcuno
che dicesse, ad esempio: Atena, dammi il piano dei passaggi delle
spazzatrici, dimmi ogni quanto tempo lavi i cassonetti (con fatture alla mano);
dammi il piano dei ritiri dell’immondizia.
E poi eseguisse
i controlli sistematici ed a campione.
Invece, è
chiaro, se nessuno controlla, nessuno sanziona.
Ed è assai più facile prendersela con il pensionato obeso in
canottiera e brache corte.
E magari
Iren potrebbe anche pensare di cavarsela finanziando CinemadaMare o qualche fiera con ballo a
palchetto.
Un deca di là, un cinque di su, una utility di giù: e chi sta
meglio di Iren a Vercelli?
Sicuramente questa è l’Amministrazione che più di ogni altra ha
fatto per la contentezza di Iren.
Sapranno loro perché.
***
Ma ecco il comunicato della Lega Nord.
COMUNICATO:
Il Comune paga ogni anno 8
milioni di Euro del contribuente ad Atena per i Servizi Ambientali, tra i quali
gestione rifiuti e spazzamento strade.
In questi ultimi due anni c’è
stato un drastico peggioramento della percezione da parte dei Cittadini di
avere indietro un servizio adeguato stante il rilevante costo della tassa
rifiuti…solo percezione o mancanze reali?
Quanto da noi dichiarato dopo
lo studio fatto dal Dipartimento Ambiente e quanto emerso a mezzo stampa
dimostra che è probabilmente una percezione oggettiva… la situazione è
chiaramente peggiorata e gli esponenti scelti dal Comune nel CDA di Atena non
hanno alcun potere nella Società che oggi, a causa deòòa scellerata politica
del PD, è a maggioranza di IREN.
Dopo aver visto la campagna
stampa, con foto e video devoluti a profusione da parte dell’Amministrazione,
che riguardano i cittadini incivili colti con le mani nel sacco attraverso
telecamere dispiegate all’uopo, noi della Lega Nord abbiamo pensato che la
stessa iniziativa (“antifurbetti”) andrebbe rivolta anche verso i responsabili
di Atena affinchè si verifichi se il servizio di igiene ambientale sia
rispettoso degli impegni contrattuali ed adeguato al suo costo
E quindi ci siamo chiesti, ma
il Comune controlla e sanziona Atena se questa eroga un servizio inferiore
qualitativamente o quantitativamente all’atteso?
Avendo letto su una testa
on-line che la Professoressa Maura Forte ha da poco dichiarato in una
conferenza stampa che esiste un ufficio preposto per controllare, misurare ed
eventualmente sanzionare Atena per inadempienze, siamo andati a vedere di
persona attraverso il nostro Capogruppo Alessandro Stecco.
L’ufficio esiste, ed è l’unica
cosa che corrisponde al vero, ma la situazione attuale della sua operatività
è ben diversa.
Innanzitutto occorre
evidenziare che Atena viene pagata trimestralmente dietro presentazione di una
mini relazione che autocertifica le attività svolte ma purtroppo non c’è modo
di verificarla puntualmente in quanto tale ufficio comunale non ha né il
mandato né le risorse umane per svolgere tale compitoe pertanto non può
contestare o verificare tale relazione.
Sempre da tale ufficio avviene
la gestione delle segnalazioni tramite il programma per smartphone “l’APP
decorourbano”, per i cittadini che la utilizzano, con inoltro del problema
rilevato ad Atena per una risposta, oltre che la gestione della segnalazione da
parte di utenti e condomini su mancate raccolte o prelievi.