Adesso è ufficiale.
Se un cittadino di Vercelli si prende sulla testa un albero di alto fusto di uno
qualsiasi dei Viali, oppure del Parco Kennedy o, ancora, non importa dove sia,
il risultato è sempre lo stesso: se lo tiene.
Il Comune non ha una polizza
di assicurazione che copra il rischio.
O, meglio, ce l’ha, ma non copre sempre il rischio di schianto di un albero o di un ramo sulla testa del malcapitato.
Ma andiamo con ordine per cercare di capire la ragione di questa
situazione da Terzo Mondo, che viene
alla luce proprio ora, quando –
dopo anni di incuria – le aiole sono punteggiate da fiorellini primaverili.
Vi si potrebbe divertire la Vispa Teresa.
Quella che correa tra l’erbetta.
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“La vispa Teresa
avea tra l'erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava a distesa:
“L'ho presa! L'ho presa!”
***
Specie davanti a S.Andrea.
Ma, se
- proprio davanti a S.Andrea, magari andando o tornando dalla parentesi
contemplativa della Magna Carta – una Gingko Biloba vi prende sul coppino, non
sperate (salvo il verificarsi di certe improbabili condizioni) di vedere un
euro di risarcimento.
Andiamo, dunque, con ordine.
***
Sappiamo che, nella notte
tra il 29 e 30 ottobre 2018, un vento impetuoso
portò alla caduta di alcuni esemplari di alberi messi a dimora in Viale
Rimembranza.
Rovinando al suolo, le piante
danneggiarono in modo irreparabile alcune automobili che erano parcheggiate
lungo la massicciata.
Un esemplare, invece, colpì una
Mercedes che stava transitando, con a bordo due Coniugi.
Solo una provvidente
Misericordia evitò il peggio.
***
Nelle ore immediatamente successive –
come dimostra il filmato – si attivò la “macchina” dell’autotutela
(pararsi le terga), chiamando un Agronomo segnalato dalla Ditta appaltatrice
delle opere di manutenzione del verde pubblico il quale – a leggere successivi
interventi – dichiarò che le piante fossero sane.
Ogni residuo vegetale fu
immediatamente fatto sparire sicchè –
come lamentano i cittadini su Facebook – furono altrettanto immediatamente
impossibili perizie di parte, eventualmente condotte da Tecnici nominati dalle
persone danneggiate.
Perché un simile atteggiamento?
Un indizio sarebbe emerso
di lì a poco: pare proprio che in
Comune, a chi sia andato a chiedere, abbiano risposto che non ci sarebbero
stati i presupposti per ottenere risarcimenti.
***
I nostri articoli delle ore
immediatamente successive allertarono alcuni dei cittadini danneggiati.
Poi la cosa entrò in una sorta di
limbo, perché nessuno si prendeva la briga di parlare.
Sino a quando alcuni cittadini
reagirono all’ennesima colata di melassa della Propaganda Civica, che su Fb
magnificava il fatto che – finalmente – dopo anni di incuria, si potassero le
chiome degli esemplari di alto fusto lungo i Viali cittadini.
Oggi, peraltro, la melassa è – appunto
– sulle aiole, ma almeno le aiole non causano caduta alberi.
E galeotto fu il profilo Fb del
Sindaco, perché il ghost writer che lo cura (ma non è detto che ci siano ghost
writers all’opera) incappò in un incidente di percorso proprio con un cittadino
foremente alterato.
E da qui una nuova attenzione.
Ma il prblema oggi, è ben altro di un battibecco su Facebook tra il Sindaco
ed uno che aveva avuto l’auto distrutta.
***
Il problema è questo.
Ci sono cittadini danneggiati che
hanno già adito le vie legali per avere il risarcimento dei danni, visto che –
almeno – l’hanno scampata bella portando a casa la pelle.
Perché – se passasse il principio
dietro il quale si trincera (per ora) Palazzo Civico - se fossero passati a
miglior vita per effetto della caduta della pianta, si sarebbe solo potuto
concludere che avrebbero finito di soffrire, ma i loro eredi non avrebbero
visto un Euro comunale.
Come è possibile?
Di nuovo, andiamo con ordine.
***
Perché la questione, da qui in poi, si
sviluppa secondo due binari che corrono paralleli, ma devono restare distinti,
altrimenti si fa il gioco del nemico.
Il primo binario è quello che vede
impegnate le persone a stabilire se, tra le cause del crollo, vi fosse qualche
profilo di responsabilità del Comune, che è custode di ogni singolo esemplare
di albero di alto fusto.
La diversa connotazione dei binari incomincia proprio da qui.
Perché, fino ad ora, ai cittadini è
stato risposto picche – non avete diritto a niente – in quanto la pianta è
caduta per disgrazia.
Cioè: se fosse stata malata; se fosse stata pericolante e non
segnalta, se poi il Comune in qualsiasi maniera avesse mancato di vigilare su
un allerta meteo da codice rosso o nero, allora ci sarebbe una qualche “responsabilità
civile”, una colpa dell’Ente e quindi l’Assicurazione pagherebbe.
Ma siccome, nel caso di Viale Rimembranza,
un Agronomo chiamato nelle ore immediatamente successive, ha dichiarato che,
invece, le piante erano sane come pesci e che solo la forza del vento le ha
sradicate, allora il Comune – e soprattutto la sua Assicurazione – non c’entrano
nulla e quindi non si paga niente.
Il principio sarebbe – se si fosse tra
privati – già abbastanza pilatesco.
Ma questo tema si vedrà dopo.
***
Il tema – il primo tema – che i cittadini con i loro Legali si trovano ad affrontare, si sviluppa sostanzialmente a cercare
di appurare le seguenti cose.
La prima: ma siamo sicuri
che, nel corso degli anni, le potature siano state eseguite a regola d’arte?
Perché – lo dice il Civico e veloce
Agronomo – l’apparato radicale era un po’ ridotto (come – dice – in generale in
questi ambienti).
Invece il pinnacolo levava fino al
quinto piano dei palazzi lì attorno.
E l’effetto vela è più che probabile.
La seconda: lo sradicamento
delle piante è – secondo la tabella a fondo pagina – tipica di quando il vento
soffia a 100 Km l’ora.
Quella sera, invece, era solo a 50.
Quindi perché questo effetto?
La terza: ma, soprattutto, dove sono ora le piante esaminate dal primo Agronomo,
quello Civico, in modo che si possa esperire una seconda perizia, questa volta
di parte?
A quest’ora saranno segatura.
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Comunque si è andati per le vie legali e seguiremo passo passo.
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Ma qui bisogna, invece, mettere al centro il “secondo binario”, che nulla ha a che fare con il primo.
Perché il problema è – anche e soprattutto – un altro.
Viene fuori in questa occasione che il
Comune non ha – si ripete: non ha – una copertura assicurativa che tenga indenne comunque il cittadino.
Anche se la pianta è sana.
Perché se il Comune trova i soldi per dare contributi al terzo ed al quarto, trova 400 mila euro per fare arrivare a
Vercelli la Magna Carta, deve trovare – prima, molto prima – i soldi per sottoscrivere una
copertura assicurativa che preservi i propri cittadini comunque da ogni
rischio recato da
beni di cui abbia la custodia, la responsabilità.
Che vi siano responsabilità omissive, colpe di sorta o no.
Perché non è concepibile che in un Paese civile, in una città d’arte, europea dello sport, se ti cade una pianta
in testa ed un Agronomo chiamato tra il lusco
ed il brusco dica che sia sana, che è una disgrazia, il Comune mandi gli eredi di una persona che muore colpita da una
pianta del Comune a farsi friggere.
Finchè dura lo stato di cose
che – al momento – così appare costituito, bisogna avere ben chiaro che ogni altra preoccupazione, compresa una parata brezneviana per inaugurare la mostra sulla
Magna Carta, appare come una lugubre frivolezza.
Se fosse vero che il cittadino può essere risarcito solo se gli cade in testa una pianta malata, mentre, se la pianta è
sana, sua moglie ed i suoi figli non vedono un euro, allora bisogna fermare
tutto, mettere questo problema al centro e dire: non andate più lungo nessun
viale, finchè non abbiamo sottoscritto la polizza adeguata.
Che copra qualsiasi rischio legato ai
danni procurati da beni comunali.
Il giro dei Viali è a vostro rischio e pericolo.
Ma immaginiamo – spiace
ripetersi, ma questa cosa pare veramente troppo grossa ed inaccettabile – se ad ottobre fosse morto qualcuno e
gli eredi si fossero visti un tizio del Comune allargare le braccia e dire: è
una fatalità.
Cavoli vostri.
Robert Kennedy bollava
situazioni del genere scandendo bene le sillabe: i – nac – cet – ta – bi – le.
Sarebbe il caso di ripeterlo.
Capirebbero meglio anche a Palazzo Civico.
Si risveglierebbero forse dal
dugentesco Nirvana nel quale pare si siano rifugiati.
***
Sulla materia è intervenuto il
Consigliere Comunale della Lega Nord Alessandro
Stecco che ha esperito l’annunciata richiesta di Sindacato Ispettivo.
Ma l’ineffabile Segretario Generale Fausto Pavia non ha ancora provveduto
alla consegna di tutti gli incartamenti, le polizze: vuole un’ulteriore
lettera.
Si fa fatica – anche da parte di
Consiglieri che hanno voglia di farlo – a farsi dare le cose cui hanno diritto,
perché rappresentano i cittadini.
Di seguito il comunicato che ha
inviato agli Organi di Informazione.
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COMUNICATO
STAMPA
Stecco
(LEGA) – ho
appurato che La Polizza del Comune non rimborsera’
i cittadini per i danni
da caduta
di alberi. Il Sindaco ha detto cose inesatte e il Comune ha ancora una volta
evidenziato
scarsa capacità di dialogo con i cittadini. Si approfondisca sulla tipologia
dell’allerta della Protezione Civile
Avevo parlato di
atteggiamento ondivago, ora dopo il mio accesso agli atti posso dire che se l’agenzia assicurativa con la quale il Comune ha una polizza di
Responsabilita’ Civile non troverà
opposizione da parte dei cittadini, risultera’ che il
Sindaco Maura Forte ha dichiarato erroneamente che il Comune
avrebbe risarcito gli
ingenti danni alle auto dovuti alla caduta degli alberi per il forte vento di
fine Ottobre.
Ho approfondito come
promesso, andando negli uffici competenti, riscontrando che a fronte di una perizia
dell’agronomo e del forestale sugli alberi caduti, ritenuti sani, l’Assicurazione non ritiene di dover risarcire.
Ma è l’assicurazione che ha dovuto scriverlo ai cittadini, mentre il
Comune dopo aver parlato impropriamente tramite chi gestisce il profilo social
del Sindaco promettendo risarcimenti, non ha piu’ contatti
diretti con i cittadini che si sono infatti lamentati di essere stati lasciati
soli.
Se ci si avvale dei
social, e si danno risposte incomplete o non veritiere, un’amministrazione attenta
dovrebbe per lo meno
spiegare direttamente ai cittadini coinvolti come stanno le cose, non
semplicemente far scrivere
dall’assicurazione. Gli Uffici del Comune dovrebbero essere il luogo
dove i
cittadini hanno delle
risposte e delle spiegazioni.
Rimane peraltro aperta una
questione, se, a fronte di un’ allerta
meteo definita “arancione” che
specificava il rischio di
forte vento e rischi collegati, non si sarebbe dovuto prendere qualche
precauzione aggiuntiva a
livello informativo o a livello di viabilità. Questa è una domanda che ho
posto direttamente agli
Uffici Comunali tramite un nuovo accesso agli atti.
Da questo ennesimo caso di
scarsissimo rapporto tra Amministrazione e Cittadini evidenzio come
un’amministrazione moderna non dovrebbe significare solo utilizzo
magari “improprio” dei social, ma
essere sul pezzo e a
disposizione dei cittadini.
Assieme ai Militanti e
Sostenitori della Lega Vercelli ritengo che oltre all’”efficientamento” degli
uffici
occorra anche una maggiore
“umanizzazione” degli
stessi, che siano maggiormente a misura di
cittadino- Questo punto è
secondo noi fondamentale per la futura amministrazione di centro destra e
lo abbiamo proposto al
candidato Sindaco Andrea Corsaro che appoggiamo e che con il quale
riteniamo si possa ridare
vita ad un migliore rapporto tra amministrazione comunale e cittadini.
Alessandro Stecco – Capogruppo Lega
Vercelli