il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli

TRUCIOLI: SOTTO C'È LA MELA AVVELENATA - Stabilimento di Atena Asm per la produzione di pallets a rischio di emissioni oncogene di formaldeide - Chi ha deciso che i soldi dei vercellesi siano investiti per iniziative industriali discutibili?

Si aprirà presto sull’argomento - non si potrà ulteriormente fare finta di niente - quel dibattito che è stato fino ad ora impedito dal volgare tentativo di tenere sotto una copertura indecente tutto ciò che riguardi il Piano Industriale di Atena Asm.

 

L’allarme lo dà, ieri sera e via Facebook, il Vice Sindaco di Asigliano, Lillo Bongiovanni.

Anzi, non è un allarme.

È il risultato di un esame delle carte.

Ha – con i suoi colleghi Amministratori – esaminato il progetto che si trova pubblicato al Sito internet istituzionale della Provincia, come dev’essere per ogni pratica di V.I.A. – Valutazione di Impatto Ambientale.

Sicchè la (prima) conclusione cui arriva è questa: l’impianto proposto da Atena Asm di Vercelli in Via Libano (vicino alla Motorizzazione Civile, attiguo all’attuale Centro Multi Raccolta 2) per produrre pallets dalla frantumazione di legno di scarto (riciclando quindi materiale legnoso raccolto come rifiuto) immette in atmosfera, nel corso della lavorazione, formaldeide.

La formaldeide è potenzialmente oncogena.

***

Si aprirà presto sull’argomento - non si potrà ulteriormente fare finta di niente -  quel dibattito che è stato fino ad ora impedito dal volgare tentativo di tenere sotto una copertura indecente tutto ciò che riguardi il Piano Industriale di Atena Asm.

Il Piano Industriale “nuovo”, perché il precedente, quello del 2015, è semplicemente carta straccia.

Usato ai tempi ( 2015 ) per imbonire i Consiglieri Comunali cui si chiedeva di votare la svendita della frazione di maggioranza dell’Azienda dal Comune di Vercelli ad Iren.

Con quelle promesse si sono – come amavano dire certi Amministratori della Cosa Pubblica – “puliti”.

Poi si è venuto a sapere che, di recente, sarebbe stato elaborato un nuovo Piano Industriale.

Un altro libro dei sogni?

Pare di no, perché il progetto dei pallets ne fa parte.

E – per questo – non hanno perso tempo.

Ma andiamo con ordine.

***


In allegato ( cliccando qui in ipertestuale ) alcuni frammenti della corposa documentazione che è tutta reperibile al sito dell’Amministrazione Provinciale, come dev’essere per ogni pratica di valutazione di impatto ambientale.

***

Dunque si viene a sapere (grazie a Lillo Bongiovanni) che, a due passi dall’abitato di Vercelli, si vuole costruire uno stabilimento suscettibile di produrre formaldeide, immessa poi in atmosfera.

Ci sono sette camini (il diametro di ciascuno di essi varia da 2,40 metri, a 1,60 a 0,65) che sparano fuori ciò che devono sparare.

***

Il progetto assicura che le emissioni di formaldeide previste sono nella norma (e ci mancherebbe) e, di più, ancora inferiori.

Ma – non possono negarlo – ci sono.

***

Da qui in avanti, non è fuori luogo riprendere l’argomento, partendo dal principio e – se il Lettore concede un supplemento di attenzione e pazienza – presentando l’esposizione per capitoli, al fine di aiutarne l’esame.

***

VERCELLI LETAMAIA DI IREN?

 

Il primo fattore di disagio che questa vicenda genera è la paradossale “continuità”, la sfrontata coerenza con precedenti, tutti dello stesso segno.

Proprio Lillo Bongiovanni fu protagonista e soprattutto antagonista, quando era componente del Consiglio di Amministrazione di Atena (anni 2009 – 2014) di scontri anche tesi con quello che allora era l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli, il gentile geometra gentiluomo, Eros Morandi, Amministratore Delegato di Corso Palestro.

Fu proprio il Gentilgeometra a “battere i pugni” in Consiglio di Amministrazione perché fosse riacceso  il Forno di Incenerimento di Via Asigliano.

Non solo una impuntatura “aziendalista”, ma, soprattutto, una intenzione ulteriore: con la implementazione della “terza linea”, si sarebbero potuti bruciare più rifiuti, anche provenienti da fuori provincia.

E più rifiuti avesse bruciato, più il forno avrebbe impestato ed inquinato l’ambiente, più – però – avrebbe garantito posti di lavoro (a condizioni da fame) e, soprattutto, utili ad Iren (e questi non da fame, ma buoni per i ristoranti lussuosi che frequentano).

Si incominciò a registrare in quella occasione che Iren avesse bisogno di un posto dove convogliare rifiuti raccolti altrove.

***

Poi si arriva a gennaio di quest’anno e ci si trova con la sorpresa della “letamaia” di Iren a Vercelli: l’impianto per la produzione di biogas in Area ex Polioli, sempre a poche centinaia di metri dall’abitato.

Qui, niente cancro, per fortuna, solo il fetore conseguente alla lavorazione di 100 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici raccolti da Iren in tutta la Pianura Padana.

Posti di lavoro! Posti di lavoro!

La garrula litania accompagna anche in questo caso, come un demenziale, ipocrita ed offensivo specchietto per le allodole, il fatto dirompente: vi prendete una puzza che, al confronto, quella che ogni tanto sentite arrivare portata qui dal vento e proveniente da San Nazzaro Sesia, sembrerà un test di fragranza della L’Oréal Paris.

***

Per fortuna va tutto a monte, perché la gente si ribella e trova udienza in Amministrazione Provinciale.

***

Ora, la necessità di convogliare qui a Vercelli la raccolta di grandi volumi di residui legnosi, recuperati nella separazione dei rifiuti.

Da qualche parte bisogna portarli.

Sembra che una mente “superiore” abbia deciso che Vercelli debba servire loro da punto di raccolta degli scarti recuperati altrove.

Appunto, la loro letamaia: vuoi con il termovalorizzatore, vuoi con il compost o, ancora e da ultimo, con i trucioli e per i pallets e pazienza se, le colle che servono per compattare i trucioli, ti mandano poi in giro biossido di azoto oppure aldeide formica.

Di nuovo la squallida e pretestuosa litania: posti di lavoro! Posti di lavoro! Che bello! Che bello!

Anche a prezzo – questa volta – di mandare in atmosfera quantitativi (ovviamente, a norma) di formaldeide.

Di cui qui nessuno avrebbe mai sentito la mancanza.

***

I Tecnici che per ora hanno esaminato il progetto sembra che non ne siano rimasti entusiasti, viste alcune criticità.

Che – per ora, ma non vogliamo rubare il mestiere a nessuno – dicono due cose.

La prima: non si capisce l’insistenza con cui ci presentano queste sorprese.

In questo caso, quasi uno sberleffo di un paradossale benvenuto alla nuova Amministrazione.

Che si vede tirare tra capo e collo questa patata bollente dagli Amministratori di Atena Asm nominati dall’Amministrazione precedente.

Quasi un andarsene dando a loro modo il benservito, così, tanto per gradire.

La seconda: se tutte le criticità dovessero essere rimosse, il costo finale del progetto lieviterebbe molto oltre i 36 milioni di euro dichiarati.

Quindi – risolta la compatibilità ambientale – resterebbe il problema di quella economica.

***

IL RUOLO DI ATENA ASM

 

Non va dimenticato che, fino a questo momento, ciò che Atena Asm deve fare, prima di altro, per il Comune di Vercelli, è pulire la città: la raccolta dei rifiuti.

Per questo servizio prende ogni anno otto milioni di euro.

Esegue questo servizio in modo talmente insoddisfacente, che non si sa più che dire.

Con una improntitudine mai vista, semplicemente omette di assumere il Personale che è necessario per adempiere al contratto con il Comune.

La contraddizione esplode, in particolare, ogni anno in occasione delle ferie.

Adesso la situazione è un vero e proprio insulto.

Se ne fregano e basta.

Per di più, permettendosi anche ( un po’ meno, ora che è venuta meno la spalla a Palazzo Civico ) di inscenare la vergognosa pantomima degli incivili.

Non puliamo perché siete incivili e quindi tenetevi la vostra sghinga.

Come se i comportamenti poco civili di uno, dieci o cento vercellesi (che devono essere perseguiti) possano costituire pretesto per disapplicare il contratto, che è chiaro: bisogna pulire anche il sedime attorno ai cassonetti.

***

Come si è detto tante volte, la guerra tra incivili ed inadempienti la perdono soltanto le persone perbene, cioè la stragrande maggioranza dei vercellesi – utenti.

***

Una guerra che rischia sempre più di perdere anche ogni Amministrazione che si succeda, se e finchè non prenderà provvedimenti doverosi e drastici, come quando qualsiasi Fornitore non adempie: risolvere il contratto.

Ormai è del tutto evidente che il Fornitore sia sistematicamente in affanno e forse strutturalmente in condizione di non adempiere.

Non assume il Personale necessario: perché?

Perché non ci sta nei conti?

Se è così bisogna dirlo e – siccome non si può pagare ancora di più per questo servizio vergognoso – bisogna trarne le conseguenze.

Non si capisce perché le Amministrazioni debbano prendersi gli insulti (meritati) dai cittadini perché non hanno il coraggio di prendere provvedimenti nei confronti del Fornitore inadempiente.

***

Ma, a parte ogni considerazione su ciò che Atena Asm faccia o non faccia, una cosa è chiara.

Il ruolo di Atena Asm - che lo onori o meno – riconosciuto ed accettato è questo.

Poi, certo ci sono gli altri ed importanti servizi: luce, acqua, gas, semafori.

Questo è quello che la gente di Vercelli, il Consiglio Comunale che rappresenta il popolo di Vercelli, sanno di Atena Asm e vogliono da Atena Asm.

***

Sanno e vogliono e, soprattutto, sanno che questo è il rischio industriale di Atena Asm di cui sono consapevoli e consenzienti.

***

SE ATENA ASM VUOLE FARE L’INDUSTRIALE IN ALTRI SETTORI, CON NUOVI RISCHI ED OPPORTUNITÀ, MA SEMPRE CON I SOLDI DEI VERCELLESI

 

Perché non va dimenticato che Atena Asm lavori con i soldi dei Vercellesi.

Il Capitale Sociale della Società per Azioni è – nella misura del 40 per cento – di proprietà dei vercellesi, del Comune di Vercelli.

Si tratta di un controvalore di circa 54 milioni di euro.

Questa somma è iscritta a Bilancio di Palazzo Civico alla voce delle Attività Patrimoniali.

Che sia vero o no.

Perché, una volta persa la maggioranza ( fino al 17 dicembre 2015 il Comune aveva il 60 per cento e Iren il 40 ), se si andasse a mettere sul mercato la partecipazione del 40 per cento, è del tutto da dimostrare che il più probabile valore di mercato coinciderebbe con quello “di libro”, cioè con la valutazione puramente tecnica del controvalore delle Azioni, appunto ora valutate in 54 milioni di euro.

C’è chi (autorevolmente) sostiene che nessuno sano di mente comprerebbe una partecipazione di minoranza, avendo Iren come Socio di maggioranza.

Nemmeno se minoranza tutelata da Patti parasociali che, fino ad ora, hanno lasciato il tempo che hanno trovato: almeno finchè non si dimostrerà quanta forza avranno nell’azione di recupero, a favore del Comune, del proprio acquedotto.

***

Quindi, è già alto – o comunque, ben presente – il rischio che, un giorno, ci si trovi a dover ammettere che l’operazione, già scellerata in sé, di cessione della frazione di maggioranza del capitale sociale, non solo ci abbia fatto perdere il controllo dell’azienda, ma ci abbia di fatto depauperato di buona parte del valore teorico di 54 milioni di euro ancora in portafoglio.

***

Ma adesso veniamo a sapere che a quelli di Iren piace l’idea che Atena Asm si metta a fare l’industriale.

Industriale, per di più, in settori a rischio ecologico.

E di tutto questo nessuno deve sapere niente.

Nessuno, nemmeno quel Consiglio Comunale che è il “padrone” del 40 per cento delle Azioni, cioè dei 54 milioni di euro scritti sulla carta.

La cortina di indecente segreto tenuta su queste operazioni è semplicemente una provocazione arrogante e – in quanto destinata ad infrangersi contro la dura realtà – ingenua al tempo stesso.

L’idea che i Consiglieri Comunali (poi, tutti i cittadini, è ovvio) possano essere tenuti all’oscuro di cosa Iren voglia fare con i 54 milioni di euro dei vercellesi riflette una visione non altrimenti definibile, se non come malsana, dei rapporti istituzionali.

***

Questo, se si pensa anche solo all’incombere di rischi industriali che nessuno ha cercato, nessuno ha potuto valutare, nessuno ha quindi accettato.

Perché la fabbrica dei trucioli e della formaldeide potrebbe anche rivelarsi una gallina dalle uova d’oro.

Senonchè, nessuno – prima di procedere -  l’ha ancora detto in Aula consiliare.

***

Se ne sono occupati – a nome dei cittadini vercellesi - soltanto personaggi come Sandro Baraggioli, Peo Ranghino e Francesco Bavagnoli: questo, siccome è bravo, non si è mai capito come sia finitoco lì dentro, ma non è che questo importi ora, che siamo alla fine.

Cioè i Consiglieri di Amministrazione di Atena Asm nominati da Maura Forte.

***

E si vorrebbe – così pare – sostenere che dovrebbero bastare Baraggioli, Peo e quello bravo (che però è un po’ poco) a decidere se e quali ed in quali settori i 54 milioni di euro dei vercellesi debbano essere giocati in intraprese industriali delle quali solo loro devono sapere qualcosa.

Non una parola ai rappresentanti eletti dal popolo.

Ma – che risulti dagli Atti – non una parola nemmeno ai componenti della Giunta.

***

LA PATATA BOLLENTE ALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE


Dunque la nuova Amministrazione era in carica da due settimane scarse, che un giorno si è vista arrivare questa patata bollente.

Ma, soprattutto, la nuova Amministrazione non sa nulla – che risulti dagli Atti – del Piano Industriale di Atena Asm.

***

Cioè nessuno sa, né Consiglieri di oggi, né Consiglieri di prima; né Giunta di oggi, né Giunta di prima, cosa Iren voglia fare con i 54 milioni di capitale che – pro quota – sono necessariamente coinvolti in qualsiasi investimento l’Azienda voglia o debba compiere.

***

Sicchè, la stessa Azienda che ti viene a raccontare che non ha i soldi per assumere cinque persone nel ciclo della raccolta rifiuti e tenere la città in condizioni decenti di pulizia, avrebbe poi la mimica maxillo facciale callipigia di venirti a raccontare che si possono tranquillamente investire 36 milioni ( di cui 14,4, pari al 40 per cento, dei cittadini vercellesi ) di euro per i trucioli.

Poi, se si vuole che dai trucioli non venga fuori la formaldeide che i sette camini mandano in atmosfera, quei 36 milioni non si sa ancora quanti potrebbero diventare.

Una bella cifra, ma piuttosto che prendersi il cancro, conviene.

***

Fino ad ora, condotte censurabili e volgari hanno impedito a queste cose di essere esaminate nella sede naturale dove devono essere esaminate: prima la Giunta, poi il Consiglio Comunale.

Non c’è motivo di augurarsi quella coerenza nell’errore, che non è mai stata una virtù.