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TRIPPA PER I GATTI / 741 - Consiglio di Amministrazione di Atena Asm - Il Socio Iren fa un po' l'offeso: sui trucioli non avremmo calato le brache subito e senza discussioni - Utile di Corso Palestro come l'anno precedente

Sarebbe bello essere smentiti, ma per essere smentiti bisogna vedere il piano industriale, il business plan: insomma, due conti messi nero su bianco. Invece, il piano industriale – dove le cifre relative a queste poste devono essere chiare – è come il Colombre di Dino Buzzati: non si riesce a vedere.

Fanno un po’ gli offesi, ma non ci casca (quasi) nessuno, tranne quelli a cui fa comodo.

Fanno gli offesi forse perché Vercelli ed i vercellesi non hanno subito e senza obbiettare calato le brache, come deve piacere a loro che si faccia.

Sicchè desiderano che il loro disappunto si venga a sapere.

Non resta che accontentarli.

Ma andiamo con ordine.

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Ieri, 22 marzo, Consiglio di Amministrazione di Asm Vercelli spa per approvare il bilancio 2020.

Poche le novità, che vedremo in dettaglio più avanti, nei giorni prossimi.

L’utile è analogo a quello dell’anno scorso, di circa 5 milioni di euro.

Detratti gli accantonamenti di Legge e altri ammennicoli, il 40 per cento di spettanza del Socio Comune di Vercelli potrebbe essere di 1,5 milioni di euro.

Sempre che Iren spa non tenti,

come nel corso dell’Assemblea dei Soci

(che sono due: appunto il Comune e la stessa Iren) tenutasi lo scorso anno, di proporre di non distribuire l’utile e di tenerlo accantonato lì, per la vecchiaia.

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Ai margini della seduta, due parole d’obbligo sul futuro della fabbrica dei trucioli – pallets.

Roberto Conte, Amministratore Delegato e uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli, avrebbe fatto un po’ il sostenuto dicendo che la Casamadre avrebbe autorizzato a trattare con imprese locali i lavori edili necessari per costruire lo stabilimento in Via Cesare Libano (vicino alla Motorizzazione Civile).

E questo si era capito benissimo dalla fregola che il Club del Mattone aveva manifestato nelle scorse settimane perché fosse approvato il progetto.

A parte qualche impresa edile, non si sa, però, chi potrà guadagnarci.

Perché ormai un numero sempre più ampio di persone si fa due conti.

Anche i più testoni hanno compreso che la fabbrica dei pallet guadagna o perde a seconda di come alzi o abbassi l’asticella lo stesso socio – cannibale, cioè Iren.

Spieghiamoci meglio.

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LA FABBRICA DEI TRUCIOLI – PALLET COSA FA?

Primo: prende il legno di scarto e lo trasforma in pallet.

Quindi: c’è un costo di approvvigionamento della materia prima, appunto il rifiuto legnoso.

Chi la fornisce questa materia prima?

Ma Iren, naturalmente.

A che prezzo?

Al prezzo che le pare e piace.

Peraltro (dicono quelli che ne sanno) dovrebbe essere a prezzo zero perché, se non la portasse qui, Iren dovrebbe pagare per smaltire tutta quella roba.

Poi, ci sono i costi di trasformazione e quelli diamoli per acquisiti.

Infine, i ricavi sono dati dalla vendita dei pallets.

E chi se li compra i pallet?

Sempre Iren.

A che prezzo?

Indovinato.

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Sicchè se – nella sua generosità – Iren deciderà che Asm Vercelli (che è l’Azienda alla quale ha rifilato l’investimento, così per il 40 per cento è con i soldi dei vercellesi) debba guadagnare qualcosa e, di riflesso, dividere poi quell’utile al 40 per cento con il Comune, sarà una cosa perennemente lasciata alla discrezionalità di Corso Svizzera.

Che, intanto, il suo business lo fa sul conferimento del legno e sul prezzo (mite) di acquisto dei pallet.

Se poi vorrà venderci il rifiuto legnoso a zero euri e mille euri, saranno fatti suoi.

Se vorrà comprarci i pallet a 1 euro o mille euri, saranno sempre fatti suoi.

Che Asm Vercelli accetterà perché il padrone dell’azienda è sempre Iren.

Poi, magari, per indorare la pillola, daranno mille euro per le luminarie natalizie ed assumeranno, tra i 20 Lavoratori addetti allo stabilimento, il cugino germano di qualcuno e il gioco sarà fatto.

Fantapolitica?

Sarebbe bello essere smentiti, ma per essere smentiti bisogna vedere il piano industriale, il business plan: insomma, due conti messi nero su bianco.

Invece, il piano industriale – dove le cifre relative a queste poste devono essere chiare – è come il Colombre di Dino Buzzati: non si riesce a vedere.

Nel corso dei lavori di Commissione Bilancio, l’Assessore al Bilancio ed alle Partecipate (cioè soprattutto ad Atena Asm) Luigi Michelini, ha detto chiaramente di non averlo mai visto.

Esattamente come il Colombre.

Quindi, i 17 Consiglieri Comunali

che sorreggono la Giunta del Niente: Romano Lavarino, Gian Carlo Locarni, Margherita Candeli, Simone Boglietti, Giovanni Fortuna, Francesco Iacoi, Martina Locca, Damiano Maris, Giorgio Malinverni, Gianni Marino, Carlo Riva Vercellotti, Jose Saggia, Martina Miazzone, Stefano Pasquino, Alberto Pipitone, Franco Vercellino, hanno votato per avere la fabbrica dei pallet a Vercelli, prima ancora di conoscere il piano dei conti.

Superfluo dire che, sia i 40 milioni di investimento (se è vero) che la costruzione della fabbrica comporterà, sia, soprattutto, l'andamento dell'attività di trasformazione, saranno suscettibili di incidere sui bilanci del Comune per centinana e forse milioni di euro.

E loro votano a scatola chiusa.

Un Consiglio nel corso del quale il Capogruppo della Lega si è segnalato per la completa adesione alla linea aziendalista, sicchè a taluno è parso atteggiarsi al modo di una entusiasta cheerleader di Corso Palestro.

E sì che, fino a novembre 2019, non lesinava certo censure ad Asm Vercelli spa.

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Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.