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ROBERTO SCHEDA SUL CASO CANNATA: SE NON SI DIMETTE, PRONTI ALLA MOZIONE DI SFIDUCIA - Severo anche sulla "piazzata" di Pozzolo, richiama all'ordine ( ed alla sobrietà mediatica ) il Sindaco Andrea Corsaro e la maggioranza

Auspico che il Sindaco, nel contraddittorio con le forze politiche che lo sostengono, tracci una netta linea di demarcazione rispetto ad ogni contegno omofobo e che vede come cifra distintiva la violenza

È il primo Gruppo Consiliare ad alludere esplicitamente alla Mozione di sfiducia, nel caso in cui Giuseppe Cannata non rassegni le dimissioni:

“In caso contrario, non potremmo che ricorrere agli strumenti che lo Statuto ed il Regolamento delle adunanze consiliari mettono a disposizione, per vedere ripristinata la dignità dell’Aula”.

Nella nota che segue la pubblicazione del testo pervenuto in questi minuti alle Redazioni, a firma di Roberto Scheda, per il Gruppo consiliare comunale “Voltiamo Pagina” esamineremo a che condizioni la Mozione possa essere presentata e votata.

Per ora ecco il documento integrale inviato da Roberto Scheda, una lettura esemplare per chiarezza di argomentazioni e misura.

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Ecco il testo:

 

A nome del Gruppo “Voltiamo Pagina” del Consiglio Comunale di Vercelli, mi è d’obbligo intervenire sull’episodio increscioso che ha visto protagonista il Vice Presidente del Consiglio medesimo, Dott. Giuseppe Cannata.

Credo di poter tralasciare il riassunto dei fatti, dal punto di vista della cronaca, per dedicarmi all’esame politico e istituzionale del grave incidente.

Mi permetto soltanto di rammentare che fui proprio io a celebrare, nella Sala della Giunta Comunale, la prima unione civile tra persone dello stesso sesso, a Vercelli, tre anni orsono.

Le parole del Dott. Cannata sono sorprendentemente gravi, tali da dover essere considerate idonee a definire una condizione di totale incompatibilità con la permanenza del medesimo in quella delicata e significativa carica istituzionale.

Di quelle parole non intendo qui dare altri giudizi, perché, se lo facessi, non potrei esimermi dal dovere di soppesarle anche per altri, gravi, profili.

Voglio augurarmi, insieme ai Colleghi Consiglieri del nostro gruppo, che la maggioranza sappia risolvere al proprio interno questo caso e – già nella adunanza di giovedì prossimo – il Consiglio veda presentarsi le dimissioni dalla carica di Vice Presidente.

Auspico che il Sindaco, nel contraddittorio con le forze politiche che lo sostengono, tracci una netta linea di demarcazione rispetto ad ogni contegno omofobo e che vede come cifra distintiva la violenza, come pure nei confronti di chi sostenga simili “argomenti”: è in gioco la credibilità ed onorabilità del nostro Ente Locale, Istituzione che lo stesso è chiamato a rappresentare e che ha raggiunto ora gli onori della cronaca nazionale in queste forme deprecabili.

In caso contrario, non potremmo che ricorrere agli strumenti che lo Statuto ed il Regolamento delle adunanze consiliari mettono a disposizione, per vedere ripristinata la dignità dell’Aula.

Pur trattandosi di circostanza ben diversa nel merito, per i profili di responsabilità, e per l’esame dei fatti come risultano nella disponibilità di chi deve esaminarli, crediamo meriti una censura anche il contegno tenuto poche ore prima dall’Assessore Emanuele Pozzolo.

Teatro della squallida rappresentazione, ancora una volta, la “piazza virtuale” di Facebook.

Se è virtuale la piazza, reale è stata, purtroppo, la “piazzata”.

Del tutto esiliati senso della misura e prudenza, nozione del proprio limite istituzionale.

Se anche (in ipotesi) si potesse riconoscere al Delegato del Sindaco l’attenuante costituita dalla non conoscenza delle condizioni sanitarie ed esistenziali della persona interessata non per questo ci si può rendere lecito sorvolare sull’episodio.

Ci auguriamo che il Sindaco saprà esprimere le doverose censure ed ammonizioni al proprio Assessore (non eletto ma dal medesimo direttamente nominato) il quale, come tutti coloro responsabili di rilevanti ruoli amministrativi, vorrà in futuro uniformare il proprio contegno a quelle linee di prudenza, continenza e pertinenza rispetto alle materie affidate, che sono la misura certa della comunicazione legittima, efficace e, in ultima analisi, doverosa per il Pubblico Amministratore.

Vercelli, lì 23.7.2019

Avv. Roberto Scheda, per il Gruppo Voltiamo Pagina

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Cannata, che fare?

Il day after del “lunedì nero” di Giuseppe Cannata mette un po’ tutti di fronte alla necessità di passare dal dire al fare.

E, a quest’ultimo riguardo, solo due sembrano le strade percorribili.

La prima: è lo stesso interessato a rendersi conto che ben difficilmente potrebbe più dirigere (se per qualsiasi motivo il Presidente Gian Carlo Locarni fosse assente) i lavori del Consiglio Comunale di Vercelli, di cui è Vice Presidente.

E, quindi, rassegna le dimissioni, in tempo perché la cosa sfumi prima della prossima seduta consiliare, che è alle porte: giovedì 25 luglio (data di una sinistra allusività, perché segnata dalla memoria dell’ultimo Gran Consiglio del Partito Nazionale Fascista, nel 1943).

Dimissioni solo dall’Ufficio di Presidenza o anche dal Consiglio?

La risposta potrebbe averla data implicitamente il leader Nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha scaricato Cannata, eletto nelle sue fila.

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La seconda: Cannata non si dimette e, allora, non c’è che il ricorso alla Mozione di sfiducia.

A questo proposito lo Statuto del Comune di Vercelli, all’art. 23, è chiaro.

Occorre che la Mozione sia presentata da almeno 11 Consiglieri Comunali e votata da almeno 22.

Sia per la presentazione, sia per l’approvazione della Mozione, non dovrebbero esserci problemi di numero anche perché – a modesto avviso di chi scrive – la firma di presentazione potrebbe essere apposta in forma elettronica, così da mettere l’iniziativa al riparo dalle assenze per ferie.

Le prossime ore, dunque, saranno decisive.